mercoledì, luglio 26, 2006

MontePiana 4- tre in uno



30 mesi di isolamento, al freddo, poco cibo e la costante minaccia della morte che può prenderti anche mentre dormi sul tavolato di una baracca, ti fai la barba o consumi il rancio nella gavetta: non deve essere una vita facile e la tentazione suicida di fare gli eroi è una delle minacce con cui fare i conti quotidianamente.
E' il caso del maggiore Angelo Bosi: un mattino all'alba sale sul punto più alto (e scoperto) della postazione italiana per dominare il terreno e dirigere l'azione. "Dritto, con cannocchiale agli occhi, in vista di ognuno" (recitano le cronache) "emana in tutta la sua figura campeggiante ardire e incitamento". Il nemico lo avvista e, tempo di prendere la mira, fra una gomitata di incitamento ed il fiato trattenuto prima dello sparo, lo abbatte al volo.
In un colpo solo, Bosi guadagna la fine delle fatiche di soldato, un rifugio a suo nome ed un ceppo commemorativo.

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