domenica, ottobre 15, 2006

La salita


La salita su una delle "placche" verticali di roccia

Caz..


Contrattempo sopraggiunto quando si era quasi arrivati al termine: mi si sono incastrati i moschettoni tra la roccia e il cavo quando ero già risalito di un gradino. E non volevano muoversi da lì! La stanchezza fa brutti scherzi, ma niente paura, con la consueta calma e sangue freddo (see!) mi sono cavato dai guai...

La parete


La parete vista dallo spiazzo che si trova nei pressi del santuario di Montalbano

Il percorso "Torti" - Riva del Garda (TN)


Il "Torti" (Riva del Garda) è un sentiero insolito - a metà tra una via ferrata e un percorso alpinistico - attrezzato solo parzialmente, lungo una cengia artificiale espostissima. L'ambiente è molto suggestivo per la verticalità delle pareti su cui corre e per il magnifico contrasto col lago di Garda.

Reti metalliche


La cengia si presenta subito stretta ed esposta e nel primo punto scorre a lato di un’enorme e verticale rete di protezione dalla caduta massi, che conosce bene chi ha percorso la sottostante strada Gardesana.
La rete cade nel vuoto per decine di metri e dà un falso senso di sicurezza, ma in realtà non offre alcuna protezione a chi percorre il camminamento.

Gabbiani


Il Torti è magnificamente scavato nella roccia della scogliera che precipita nelle acque sottostanti ed è bello procedere attorniati dal volo dei gabbiani che nidificano poco lontano.

La Gardesana


L'intera via si sviluppa a strapiombo sul sottostante Lago di Garda, attraversando in orizzontale la parete del Dos de Calà.

La cengia


La cengia, ricavata artificialmente a picconate, fu costruita alla fine dell’800 e doveva servire, una volta allargata, come strada di collegamento tra la valle del lago di Ledro e Limone. La strada non fu poi mai realizzata e la cengia venne abbandonata completamente.

E sotto? Il lago...


Dopo un ulteriore tratto di cengia si raggiunge un suggestivo terrazzo a strapiombo sul lago.

Il percorso


Il percorso è largo non più di 50 cm e lungo oltre 2 km. Solo qualche anno fa è stato attrezzato e dedicato ad un giovane alpinista (Domenico Torti) caduto sul Dente del Gigante.

La via del ritorno


La cengia prosegue, ma poco più avanti rispetto a questo punto la roccia lascia il posto a pendii erbosi, sempre con il lago bene in vista.