mercoledì, luglio 26, 2006

MontePiana 6- vita a strapiombo



Gli unici posti nei quali si poteva avere una relativa certezza di non essere colpiti dall'artiglieria nemica erano le pareti del monte piana a strapiombo nel vuoto. Ecco quindi che entrambe le truppe costruiscono alloggiamenti, comandi, posti di medicazione e persino cucine in luoghi nei quali è difficile immaginare possa essere ospitata qualsiasi forma di vita. Ci si avventura tenendosi ben saldi alle corde di sicurezza fissate nei punti più difficili.
Voltandosi indietro, le vene dei polsi si gelano al pensiero dei passi che ci si è lasciati alle spalle.

MontePiana 7- gruviera di granito



Nell'agosto del 1916, con impressionanti sforzi bellici gli italiani riescono a superare l'avvallamento che fino a quel momento aveva diviso le postazioni dei due schieramenti; in questo modo stringono gli austriaci in uno spazio ancora più ristretto e si garantiscono l'accesso alla preziosa via di rifornimento del fondovalle.
Con l'impiego di minatori, l'esercito scava numerose caverne per gli alloggiamenti ed una galleria di più di 200 metri, che avrebbe dovuto servire a piazzare tonnellate di esplosivo proprio sotto le trincee austriache.

MontePiana 8- kaiserjagen



L'accesso alle linee del fronte per le truppe austriache ormai costrette nei loro rifugi a strapiombo nel vuoto era diventato sempre più pericoloso: le artiglierie italiane battevano la zona a tappeto, spesso decimando le colonne di soldati prima che essi potessero raggiungere le trincee. Il comando austriaco decide quindi la costruzione della galleria dei Kaiserjagerg, lunga 270 metri e completamente scavata nella roccia, che partendo da un binario sospeso sbuca direttamente in prima linea.

MontePiana 9- prima linea



La prima linea austriaca. I reticolati difendono l'avamposto difensivo, mentre da una caverna una mitragliatrice falciava inesorabilmente chiunque cercasse di avvicinarsi. Una montagnola bianca, il punto a cui guardare con timore e desiderio.

MontePiana 10- trincee


Le trincee degli schieramenti italiani sono state ricostruite con un paziente e faticoso lavoro di recupero dei volontari del gruppo Amici delle Dolomiti. Ogni anno si ritrovano per 15 giorni e cercano di porre rimedio a ciò che gli anni e gli eventi atmosferici piano piano distruggono.
A noi rimane l'emozione di camminare in un dedalo di cunicoli intervallati da baracche dai tetti sfondati e caverne per le munizioni; arrivati nelle prime linee, la testa spunta fuori di poco e la vista si aguzza, cercando di immaginare cosa voleva dire uccidere e rischiare di essere uccisi da quell'uomo colorato che ora si muove goffamente nella trincea nemica scavata su quel cucuzzolo poco lontano.

sabato, luglio 15, 2006

Racconti di scena - Molto rumore per nulla - Brescia


Le due guardie bislacche che aiuteranno a svelare le macchinazioni di Don Juan.


Estate. Sedie di plastica all'aperto in un giardino un po' malconcio della quarta circoscrizione, per vedere come ha interpretato lo Shakespeariano Molto rumore per nulla la Compagnia Racconti di scena.
La commedia si apre con il principe Pedro d'Aragona che si ferma a Messina dal vecchio amico Leonato. Uno dei favoriti del principe, il conte Claudio, si innamora della figlia di Leonato, Ero. Il padre approva, il matrimonio sembra definito, ma don Juan, malevolo fratello del principe, cerca in tutti i modi di impedirlo.
Un po' ardita la scelta di vestire gli uomini del principe con giubbini di pelle e occhiali da sole. Brave le attrici a lasciarsi andare al chiacchiericcio del gentil sesso quando è lontano da occhi indiscreti. Stupisce sempre come il teatro riesca, con due ponteggi e qualche velo e lenzuolo, a ricreare un palazzo con i balconi in festa.

sabato, luglio 01, 2006

Nuvola




Il reportage si apre con una cosa un po' zen (per non dire pallosa): se avete tempo da perdere cominciate qui...

Burning tar - fase II

Burning tar - il video